Bibl. Estense, Cod. ital. n. 521, segn. a J. 4, 21

Transcription: Solmi, Edmondo. "La festa del Paradiso di Leonardo da Vinci e Bernardo Bellincore (13 Gennaio 1490)." Archivo Storico Lombardo: giornale della Società Storica Lombarda Serie Quarta, Volume I, Anno XXXI (1904): 75-89.


RELAZIONE DELLA FESTA DEL PARADISO

(Bibl. Estense, Cod. ital. n. 521, segn. a J. 4, 21)

Hordine de la festa et representatione, che ha factto fare lo Ill.mo et Ex.mo S.re m. L[udovico] in honore et gloria de la Ill.ma et Ex.ma M.a duchessa Isabella, consorte de lo ex.mo et felicissimo S.re Jo: Ghaleaz(zo) Maria sfortia divis[simo], al presente duca di Milano, e per darli solazo et piacere; la quale festa et representatione s'è factta in mercordì a dì xiii de zenaro 1490: la quale è stata tanto bene ordinata et conductta, et con tanto scilentio et bono modo, quanto al mondo sia possibile a dire et exprimere con lingua, come evidentemente qui de sotto se vederà per hordine; et prima dirò de la sala et adobamento suo, dove è stata faccta ditta festa et representatione.

La sala dove è stata factta ditt[a] festa et representatione è nel Chastello de porta Zobia, è quella che è in capo de la scalla, che se va suso a chavallo, che è dinanzi a le Chamare del preditto ex.mo duca de Milano, et dove è dentro la cappella dove aude messa la sua ex. La quale sala haveva uno ciello de sopra, da uno capo all'altro, factto de verdura a feste, et zascuno festo haveva dentro la sua arma, le quale erano tutte le ducale et de quisti Ill.mi S.ri Sfortischi et de la sagra M.tà del Re Ferdinando. Atorno atorno el cielo de ditta sala era una cornise a verdura pur con ditte feste et arme. Le mure de sopto da dicta cornixe erano tutte coperto de rasi con certi quadriti de tella, dove era dopinto certe ystorie antiche et molte cosede qualle che fece lo Ill.mo et Ex.mo S.re duca Francesco.

Como se zungeva dentro in ditta salla, a mano manca era uno tasello, el quale tochava terra, che era lungo circa xx braza, et andava sempre montando a modo uno monte fino appresso el tasello, a tanto che se potesse per uno gran homo in cima stare in piedi, et de grado in grado haveva li suoi scalini a fine che li gentilomini, li quali li erano suso, potesseno tutti ben vedere, el quale ponte era benissimo adobato de tapezarie: dinanti al ditto tasello, lontano circa x braza, era una sbara de asse alta circa due braza, in capo de la quale era uno taseletto, dove steva li sonatori, el quale era molto bene adornato. Nel mezo de ditta sala, a mano mancha, era uno tribunale de tanta eminentia che se montava a tri scalini: el quale era coperto de tapidi et così li scalini con el suo capocello et sponde a la dovisa ducale de brochato d'argento, cioè bianco et morello factto a quarti. Apreso al ditto tribunale era scranne et banche de ogni lato per altri S.ri consiglieri et magistrati. Apreso al ditto tribunale era certi cosini, a man mancha, per la Ill.ma Madre, M.a Biancha et M.a Anna et altre S.re et gran M.e. A rincontro del ditto tribunale era preparato de banche et de cosini, dove haveva a stare tutte le altre zentildonne et cortexane.

In capo de ditta sala, dove era l'altare, era il Paradixo, el quale haveva dinanti uno panno de razo che non se poteva vedere cosa alchuna, dinanti al quale panno era alchune banche, dove haveva a stare le livree de le mascare, che comparivano suso la festa. Como zagesse el Paradixo non ne diro altro, reservando a farne mentione al loucho suo.

De tri zorni avanti la sopra ditta festa, questo ex.mo p. ducade Milano fece invitare circa cento damiselle et gentildonne de le più belle et più riche de questa città. Et così tutti Horatori, Consiglieri, Magistrati et Gentilomeni per ozi a hore xx, tutti vestiti de colore honorevolmente: li quali al ditto tempo tutti se recolseno a la Camera de lo Ex.mo S. m. L[udovico], et tutte le donne a la Camera de M.a duchessa Isabella, dove etiam se ridusse la Ill.ma et Ex.ma M. duchessa Bona, M.a Anna et M.a Biancha.

Recholto le brigate, lo ex.mo S. m. L[udovico] venne fuora del Chamarino suo, vestito a la spagnola, in questo modo: uno vestito de veluto piano murelo, fodrato de gibelini a la spagnola, con una capa de oanno negro a la spagnola, fodrata tutta de brocato de horo in campo bianco et così el capino. Et andò di sopra a la Chamera de lo ex.mo duca de Milano con la sopra ditta compagnia. El quale ex.mo duca era vestito de brochato de horo rizo molto belissimo, in campo cremexino: el quale haveva al collo uno grandissimo balasso et ne la bretta uno gran diamante in puncta con una grossisima perla. Stati così un poco lo ex.mo S. m. L[udovico], lo Ill.mo S. m. Ghaleaz(zo) et alchuni consiglieri andarno a livare de Chamera le preditti Ex.me M.ne duchessa Bona, M.a duchesa Isabella, M.a B[ianca] et M.a Anna, et veneno ne la camera del S.re duca et tutti de compagnia andorno in sala, et homini et donne furno aseptati a li luochi suoi, segondo el loro grado. Nel mezo del tribunale a man drita se aseptò M.a duchessa Bona, el duca de Milano apreso: M.a duchessa Isabella et poi lo ex.mo S.re m. L[udovico]: apreso la prefactta M.a duchessa Bona era lo horatore del Papa, lo horatore venetiano, et lo horatore fiorentino: a man mancha apreso lo ex.mo S. m. L[udovico] era lo horatore regio, lo horatore del duca de Chalabria et lo Ill.mo et ex.mo S. m. Ghaleaz(zo) da Sanseverino: le preditte M.e M.a Bianca et M.a Anna se aseptorno a li loro luochi, apreso el tribunale, como è ditto de sopra ne lo adobamento de la sala.

Aseptato ogno homo, se comenzò a sonare per li pifari et tromboni. Sonato un pocho che haveno ditti pifari, furno factti restare de sonare: et fu comandato a certi sonatori de tamborini, che sonassero certe danze napolitane.

La Ill.ma et Ex.ma M.a duchessa Isabella, per dare principio a la triumphante sua festa, acompagnata da lo horatore regio, discese zoso del tribunale, vestita a la spagnola, con uno mantello di seta biancha sopra la zuba, quale era de brochato d'oro in campo bianco, adonixato d'altri coluri, como se costuma a l'usanza spagnola, con gran numero de zoglie et perle intorno: la quale era bella et pulita che pareva un sole: et andò nel mezo de la sala, dinanti al tribunale, dove venne tre sue Chamarere, et ballò due danze; et retornò al luocho suo: et finì de sonare li tamburini.

Stato così un pocho, venne otto maschare vestite a la Spagnola, quattro da homo et quattro da femina, acompagnati insieme uno homo et una donna; li quali erano vestiti con cape factte a quarti, mezo brochato d'oro et mezo veluto pian verde; et le donne spagnole erano tutte vestite di seta, con li suoi mantelli de varii coluri, con molte zoglie intorno. Li quali se apresentorno dinanti a M.a Isabella duchesa, et li disseno alchune parole da parte de la regina et del Re de Spagna, che furno, in substantia, che havendo inteso le loro Mtà de la triomphante festa, che faceva sua Ex., li havevano mandati ad honorarla. Ditti tamburini comenzorno a sonare, et ditti spagnoli et spagnole comenzorno a balare insieme, et balorno dui balli molto bene et pulitamente. Finito el ballo, furno posti a sedere, segondo è ditto de sopra, e fu poi comandato a li pifari che sonaseno, et le altre mascare, che erano venute suso la festa, balorno uno ballo overo più d'uno, come se costuma qui de farne tri e quattro de balli l'uno dreto a l'altro.

Finito ditto ballo, venne quattro maschare vestite a la placha, con caviare in testa lunghete arizate, con una grilandeta d'erba verde in testa, con le pene de scargeto dentro, con manteliti de raxo negro curti, con calce murele scure et scarpe factte a punta lunga. Et se apresentorno a la Ill.ma M.a duchessa Isabella, et li feceno l'ambasata de la substantia dicta de sopra, che havendo inteso la M.tà del Re et de la Regina de Polachia de la fama et gloria sua et de la bella festa, che la faceva, li havevano mandati ad honorarla. Furno posti a sedere apresso li Spagnoli, et se comenzo a sonare, et le maschare balorno uno ballo.

Finito el ballo, venne circa sei chioppe de mascare, con dui moriti inanti, che portavano le semitare inanti a ditte mascare, le quale mascare erano tutte vestiti a la ungarescha molto honorevolmente, con turche de brochato d'oro rizo et de seta, con le caviare in testa, con le grilandete d'erba suso li capilli, et parte con le scophie de seta con molte zoglie. Le quale se apresentorno dinanti a la Ill.ma M.a duchessa Isabela, et li feceno una ambasata da parte del Re et de la regina de Ungaria, como li havevano mandati ad honorare la festa sua. Furno messi a sedere apreso a le altre mascare, et se fece balare le altre mascare uno ballo.

El quale finito, zunse uno horatore del Turcho con compagnia a chavallo, vesti segondo a la turchescha, molto honorevolmente, el quale con li compagni smontò dinanti al tribunale con una maza in mano, et li soi servi, vestiti a la turchescha, menorno via li chavalli, li quali anchora loro erano vestiti a la turchescha, che era uno pulito et bello vedere. El quale ambasatore fece intendere a la Ill.ma M.a duchesa Isabella, como el grande turcho suo S.re non era usitato a mandare ad honorare feste de cristiani et maxime in Italia, ma per havere inteso de la fama, grandeza et gloria sua, et de la triompante festa che la faceva fare, lo haveva mandato ad honorarla. El quale horatore fu posto a sedere in terra suso il cosini, como se costuma in loro paixi. Fu comisso a li sonatori che sonaseno, et così se ballò per le maschare più balli.

In questo mezo lo ex.mo S. m. L[udovico] se partì de suso la festa, et se mutò de panni, et retornò con una turcha de horo tirata, la quale era molto belissima.

Finito li balli, venne uno chavalaro de lo imperatore con el signale suo: el quale noctificò a la preditta ex.ma M.a duchessa Isabella, como la M.tà de lo imperatore mandava alchuni de suoi S.ri et baroni ad honorare la sua festa. La quale li disse che venisseno. Et così venne quattro chioppe de maschare, vestiti tutti de panno verde, et così le calze con certi mongini facti a la todescha fino a la polpa de la gamba, le quale erano tutte tagliuzate, et sotto v'era brochato d'oro, che faceva uno bello vedere, in testa havevano Chaviare lunghe arizate, como porta li todischi, con uno retorto sopra ditti chapilli: nel quale dinanzi havevano penne de scargette, con uno balasso dentro ne la fronte, et con le scarpe da le punte lunghe. Et se apresentorno a la preditta Ill. M.a con el preditto Chavalaro, et li apresentorno una littera, la quale M.a dette al chavalaro, che glie la ligesse, per essere scripta in todesco, et che glie la spianasse in taliano. El quale la spianò. Et ditti S.ri et baroni, per interpreto, li fecero intendere, come havendo inteso lo imperatore suo S.re de la bella et magnanima festa, che faceva sua Ex., li havevano mandati ad honorarla et a magnificarla. Finita la ambasata furno aseptati a sedere suso li scalini del tribunale, dinanti a la sua Ex. Tutte le mascare, che erano venute li, li fu comandato balasseno, et così feceno per una grossa hora.

Finito el ballo, zunse uno Chavalaro de la M.tà del Re de Fransa, el quale noctificò a la preditta M.a duchessa Isabella, ce la M.tà del Re et de la Reina de Franza mandavano alchune sue damiselle et baroni a la sua Ex. Li comisse che venisseno, et, così stando un poco, veneno che furno quattro mascare, vestite da homo a la francese, con turche de veluto piano negro, con cadene d'oro a la traversa, como è quelle da cane, le quale havevano a braze zaschuno di loro una donna, vestita a la francese de veluto piano negro con le code lunghe fodrate de armelini, con alchune putine vestite a la francese, che li portavano la coda. In capo ditte donne havevano pezi de drappo negro, con grandissimo numero de perle intorno grossisime et de gran valuta, con quattro sonatori, inanti da tamborini et staphette, vestiti de tafetto, et tutti coperti ditti vestiti de trimolanti, li quali sonavano molto bene, et facevano uno bello vedere et audire. Inanti a ditti sonatori era Piero de Sorano con uno vestito et calce, tutti de trimolanti, con due penne negre, che andava balando et saltando con li suoi salti soliti. Ditti franzosi feceno intendere a la preditta Ill.ma et ex.ma duchessa Isabella, como la sagra M.tà del Re et de la Regina de Franza haveva inteso de la nobilissima festa, che la faceva fare, et che per honorarla et exaltarla li haveano mandati a quella. Furno factti sonare li suoi sonatori, et balorno dui balli a la francese inseme con le sue donne. Finiti li balli furno posti a sedere suso li scalini del tribunale, apreso a li horatori et baroni de lo imperatore.

La Ill.ma M.a Ixabella comando che ogni hom balasse, et così poi ogni homo balò mesedatamente inseme spagnoli, polachi, ungari, todischi et franzosi et altre mascare, et così se balò multi balli.

Suso le xxiij hore, venne in suso ditta festa circa otto maschare, con cape de raxo, le quale havevano solamente le Chamise suso el cibone, et comenzorno a balare a la pina: li quali erano actissimi et molto suso la vita, li quali feceno molte partite de cavriole, scambiiti et salti, che per un pezo feceno uno bello vedere.

Finito el ballo, la prefactta Ex.ma M.a duchesa Isabella comandò che alchune sue Camarere balasseno, le quale feceno alchuni balli fra loro donne a la napolitana overo spagnola molto gentilmente.

Finiti ditti balli lo ex.mo S. m. L[udovico] comandò a li spagnoli che balasseno con le sue donne spagnole, et così balorno dui balli a la spagnola. Di poi comandò a li franzosi che balasseno con le sue donne francese, li quali feceno dui balli a la franzosa, e perchè de quisti dui balli glie ne era uno che piaque molto a la sua Ex., quella volse lo facesseno due altre volte.

Finito ditti balli se fece restare li soni, che era circa hore xxiiij 1/2, et se de principio a fare la representatione.

El Paradixo era factto a la similitudine de uno mezo ovo, el quale dal lato dentro era tutto messo a horo, con grandissimo numero de lume ricontro de stelle, con certi fessi dove steva tutti li sette pianiti, segondo el loro grado alti e bassi. A torno l'orlo de sopra del ditto mezo tondo era li xij signi, con certi lumi dentro dal vedro, che facevano un galante et bel vedere: nel quale Paradixo era molti canto et soni molto dolci et suavi.

Trete certi schioppi, et ad uno tratto cade zoso el panno de razo, che era dinanti al Paradixo, dinanti al quale remase uno sarzo fino a tanto che uno putino vestito a mo' de Angelo have annuntiato la ditta representatione. Livro de dire le parole, cade a terra ditto srazo, et fu tanto si grande hornamento et splendore che parse vedere nel principio uno naturale paradixo, et così ne lo audito, per li suavi soni et canti che v'erano dentro. Nel mezo del quale era Jove con li altri pianiti apreso, segondo el loro grado. Cantato et sonato che se have un pezo, se fece pore scilentio ad ogni cosa: et Jove con alchune acomodate et bone parole rengratiò el summo Idio che li avesse conceduto de creare al mondo una così bella, legiadra, formosa et virtuosa donna come era la Ill.ma et ex.ma M.a duchesa Isabella.

Apollo, che era disopto, se ma(ra)vigliò de le parole che disse Jove, et se dolse che havesse creato al mondo una più bella et formosa creatura di lui; Giove li respose che non se ne doveva maravigliare perchè, quando lo creò lui, se reservò de potere creare una più bella et formosa creatura di lui, et che fin qui la haveva reservato per concederlo et donare a la Ex.ma M.a duchesa Ixabella, et che voleva discendere in terra per exaltarla et gloriarla. Et così discese del Paradiso con tutti li altri pianiti, et andò in vetta de uno monte, et de grado in grado ditti pianiti se li poseno a sedere apreso. Como furno tutti aseptati, mandò per Merchurio a notificare a M.a preditta, como era disceso in terra per honorarla et exaltarla et magnificarla et per donarli le tre gratie et acompagnarla da le sette vertù cioè iustitia, temperanza, forteza et altre sue compagne; et così Merchurio andò da sua ex., et con molte bone parole li notificò la venuta de Giove in terra; et poi retornò a Giove la risposta. Audito questo li 6 pianiti, et inteso la raxone perchè era venuto in terra, tutti a uno a uno rengratiorno Jove de la revelatione che li haveva factto de una tanto bella et virtuosa donna che haveva creato al mondo, confermandolo ne la sua volontà de doni li voleva fare, et zaschuno de loro, per hordine, li offerse la virtù et posanza sua. Giove comandò a Merchurio che andasse per le tre gratie et per le sette virtù. Ne lo andare che el fece, Apollo se dolse a Giove, et concluxe se pur haveva deliberato de farli un tanto dono che a lui concedesse gratia che el fusse quello che glie le presentase; et Giove li concesse la gratia. Retornò Merchurio con le tre gratie ligate in un capestro con sette nimphe et sette virtù, le quale nimphe havevano zaschuna de loro una torza bianca in mano. Giove comandò Apollo che le menase a la Ill.ma et Ex.ma duchesa Isabella, et per sua parte gliene facesse un presente. Apolo andò da M.a et con molte parole dolce et suave le apresentò a la sua Ex. per parte de Giove et ditte le parole li donò uno libretto, nel quale contene tutte le parole che se sono ditte in ditta representatione: nel quale libretto era Alchuni soniti factti in laude et gloria de potentati suoi de li horatori, che li erano presenti, et così de loro proprii, et a tutti ditti horatori ne fu dato uno per zaschuno da la sua ex. Le tre gratie comenzorno a cantare in laude de la preditta Ill.ma M.a Isabella per rasone. Finito de cantare, cantò le sette virtù in laude pur de sua ex., et acompagnorno quella in camera inseme con le tre gratie. Et fu finito la festa: la quale fu tanto bella et bene hordinata quanto al mondo sia possibilie a dire: di che tutti quilli che si sono trovati presenti a vedere ditta festa na hanno a refferire gratie al nostro S.re Dio et a lo Ex.mo S. M. L[udovico], che li ha dato tanta gratia et piacere di havere visto una tanta festa così triumphante et bella.


Last Update: August 30, 2000

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